LIONS CLUB AGRIGENTO VALLE DEL PLATANI

 Il Presidente

Prof. Rosario Manganella

Il tema di questo “Incontro di autunno tra i clubs” ”Lions efficienti per un lionismo efficace, sposta solo apparentemente l’asse attorno  cui ruota la filosofia del servire, propria della nostra Associazione, su un terreno pragmatico. Non a caso sono utilizzati due aggettivi “efficienti” ed “efficaci”.

Secondo il vocabolario della lingua italiana della Treccani, “efficiente” è chi “risponde bene ai fini a cui dovrebbe servire”, mentre con il termine “efficace”, s’intende ciò “che produce pienamente l’effetto richiesto o desiderato”.Per poter esprimere compiutamente un giudizio sull’efficienza dei lions e sull’efficacia delle diverse articolazioni territoriali (clubs, distretto, multidistretto) sarebbe necessaria una conoscenza approfondita e complessiva che personalmente non  possiedo.

Mi limiterò, pertanto, ad esprimere delle opinioni personali che, in quanto tali, non richiedono alcuna condivisione, e socializzazione delle stesse.

Per entrare nel tema, a mio avviso, occorre porsi una serie di domande:

1.        Chi sono oggi i Lions siciliani.

2.        Di quali valori sono portatori?

3.        Cosa rappresentano nella società, in cui vivono e, speriamo, operano?

4.        Come “servono” la comunità?

5.        Qual è il loro rapporto con le istituzioni?

6.        Come avvengono le cooptazioni nei clubs?

7.        Come funziona la democrazia interna?

8.        I criteri di: trasparenza, obiettività, attività profusa, disponibilità al servizio, capacità di esprimere la leadership in che termini concorrono nella composizione  dell’organigramma?

I quesiti posti sono tanti e tali che occorrerebbe un intero seminario per dare risposte complete ed esaustive ad ogni domanda. Ciò, tuttavia, non esclude la necessità di un’approfondita riflessione per interrogarsi su cosa vogliono essere i lions del terzo millennio. Basta essere efficienti, efficaci, incisivi, persuasivi, attivi, dinamici per essere degli ottimi lions? Sicuramente si, ma ciò non è, ancora,  sufficiente.

Occorre, non solo l’impegno individuale di ciascuno di noi, ma una struttura, una cellula organizzata, appunto il Club, nella quale ogni soggetto si riconosce e concorre unitariamente e collegialmente all’affermazione dei principi di uguaglianza, della dignità umana, della solidarietà, così come ci ha insegnato Melvin Jones.

I lions siciliani, in qualunque club organizzati, devono esser un faro, una luce luminosa, un punto di riferimento costante di quanti soffrono, di quanti hanno bisogno del prossimo, di quanti reclamano:

 1) Il buon governo delle loro città,

2) L’attivazione di politiche sociali e solidali,

3) L’individuazione e la risoluzione di problemi, fortemente legati al territorio.

I Lions devono essere agenti di trasformazione, portatori di valori universali come la pace e la solidarietà, soggetti legati da vincoli d’amicizia e fratellanza, uomini e donne aperti al dialogo, al confronto ed alla tolleranza, esempi da imitare. I Clubs non devono essere  luoghi fisici chiusi, angusti, elitari, torri d’avorio dove rinchiudersi per parlarsi allo specchio, ma devono diventare sedi di analisi, di discussione, di proposte, coscienza collettiva della società civile.

Siamo tutto questo?

Per quanto ci riguarda ci stiamo sforzando di rendere visibile il nostro Club perché vogliamo che diventi una costola della nostra comunità. Per far questo abbiamo studiato le esigenze del territorio, le abbiamo individuate, le abbiamo fatte nostre, inserendole nel programma dello scorso ed anche di quest’anno.

Il successo delle nostre iniziative, di cui sono testimonianza la massiccia presenza degli iscritti e dei non soci, il coinvolgimento di professionisti seri, operosi ed impegnati e dei giovani, attraverso un continuo rapporto con  le scuole, la presenza sui mass media (giornali e TV) locali e nazionali, il prestigio, di cui gode oramai il nostro Club, la forte crescita dello stesso che ha aumentato del 115% il numero dei propri adepti, ci dice che abbiamo imboccato la strada giusta ed è questo il cammino su cui dobbiamo proseguire.

Abbiamo individuato nelle istituzioni e, soprattutto, nella rete delle Autonomie Locali, il punto di riferimento di molte nostre iniziative. Esse, infatti, in gran parte, si sono svolte sotto il patrocinio degli Enti Locali, non solo e, non tanto, per farci finanziare la stampa di manifesti ed inviti (cosa utile anche questa per i nostri magri bilanci). La nostra, invece,  è una scelta strategica operata, fin dall’inizio della mia presidenza, perché riteniamo proficua la collaborazione tra la nostra Associazione e le istituzioni d’investitura  popolare.

Questo “pragmatismo” ha proiettato positivamente all’esterno, non solo il nostro Club, ma il lionismo, smentendo, così, quella concezione, purtroppo, assai diffusa tra i non addetti ai lavori, che ci additano più come un’associazione culinaria che come  un’associazione di servizio.

Della filosofia del lionismo, della sua etica, della sua concezione morale, dei suoi principi ispiratori, del modo come noi intendiamo servire, del suo “pragmatismo” abbiamo parlato, soprattutto al mondo giovanile, per quello che essi rappresentano, al momento, e per il futuro che in loro si schiude.

Le campagne umanitarie contro le impunità per i crimini di genocidio e contro la pena di morte ci hanno consentito di parlare a migliaia di ragazze e ragazzi. Non a caso è nato il Leo Club Agrigento Valle del Platani che conta già 37 giovani d’ambo i sessi.

In queste ore, nel duplice tentativo di  legare, sempre di più,  i Clubs al territorio e, nel contempo, rafforzare i vincoli d’amicizia con gli altri clubs della Sicilia, abbiamo proposto ai clubs di Palermo Host, Acitrezza Verga, Messina Peloro, Siracusa Host, Modica, Caltanissetta, Licata, Sambuca Belice - nei cui territori insistono i Parchi Letterari Tomasi di Lampedusa, Verga, D’Arrigo, Vittorini, Quasimodo, Sciascia e, naturalmente, il Pirandello nella Città dei Templi - un gemellaggio - che se dovesse andare a buon fine -  coinvolgerebbe ben nove clubs.

Io credo nella bontà di questo progetto, non perché m’innamoro facilmente delle mie idee, ma perché intravedo in quest’azione una ricaduta positiva sull’immagine della nostra Associazione.

I Lions siciliani, quindi, a mio modesto avviso, non devono commettere l’errore di ignorare questo straordinario avvenimento, anzi, in armonia con il dettato terzo degli scopi del Lionismo: ”Prendere attivo interesse ai beni civico, culturale, sociale e morale della comunità”, devono valorizzare al massimo la ricchezza di un tessuto culturale  così inestimabile, contribuendo a mantenere sempre vivo il ricordo di questi illustri nostri conterranei e a “conservare, rivalutare e recuperare” il ricchissimo patrimonio letterario lasciatoci in eredità.

       I parchi letterari, nati da  un’illuminata idea dello scrittore Stanislao Nievo, pronipote del più famoso Ippolito, nascono con l’intento di valorizzare i personaggi ed i meravigliosi luoghi che hanno ispirato le loro opere d’arte.

    Un’Associazione come la nostra attenta, fin dalla sua nascita, alle problematiche culturali e fortemente impegnata nel recupero e nella valorizzazione del ricchissimo e prezioso patrimonio artistico, monumentale, letterario, di cui è ricco il nostro Paese, - in armonia con le finalità lionistiche -  deve sposare questa originalissima idea dei “parchi”.

    Conoscere ed amare i siti del “Gattopardo”, dei “Malavoglia”, del “Garofano Rosso”, “de “Le parrocchie di Regalpetra”, del “Lamento per il Sud”, di “Horcinus Orca”, de “I vecchi e i giovani”; unire idealmente questi luoghi e legarli alle iniziative non solo dei nostri clubs, ma dell’intero distretto, significherebbe offrire al lionismo isolano l’opportunità di aggiungere un nuovo e significativo tassello al mosaico costruito, in tanti anni d’eccellente attività, a difesa e valorizzazione di quel notevole patrimonio culturale, di cui è ricca la Sicilia.

       I “parchi”, luoghi, tra l’altro di un nuovo turismo culturale ed ambientale, ci offrono l’occasione per “Unire, così come ci suggerisce il quarto scopo del lionismo,  i clubs con i vincoli dell’amicizia e della reciproca comprensione”.                Rafforzare i nostri legami, conoscerci meglio, vivere in comunione alcuni momenti della nostra attività, ci può aiutare ad esprimere meglio la nostra vocazione al servizio.

     Tutto ciò mi convince, ancor di più, ad insistere sulla necessità di gemellare i nostri clubs, partendo, appunto, dall’occasione offertaci dai “parchi letterari”.

       La proposta, me ne rendo conto, è ambiziosa e chiede impegno e sacrifici ai nostri clubs, ma credo che il gioco vale la candela. Non sfuggirà, infatti, a nessuno di voi l’eco che, una simile iniziativa, susciterà nella nostra regione, poiché sarebbero coinvolti, non solo i nostri clubs, ma anche diversi Enti Locali, su cui ricadono fisicamente i “parchi”.

        Sono sicuro che ai presidenti ai quali ho già lanciato quest’idea, al Governatore Distrettuale, dott. Domenico Messina,   a  tutti gli Officer, a voi tutti, amici Lions,  non sfuggirà il senso di tale proposta che mi auguro possa diventare patrimonio dei Lions del Distretto 108 Yb.